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Dal '99, anno in cui a Fiuggi avviammo una riflessione strategica circa le prospettive dei Servizi, molta acqua è passata sotto i ponti. La decisione di riportare dentro la responsabilità del dipartimento organizzazione, il coordinamento del sistema dei servizi, presuppone l'avvento di una nuova cultura organizzativa dell'intero sistema Cgil. Proprio perché diventa sempre più stringente il legame tra le azioni di tutela collettiva e quelle individuali, emerge la necessità di un'originale rapporto tra funzioni di rappresentanza e attività di tutela, servizi. L'integrazione e l'interazione della tutela individuale con quella collettiva se, da un lato, ha reso necessaria la riflessione sul ruolo dei servizi della Cgil avviando il processo di costruzione (da Fiuggi in poi) del sistema, dall'altro rende oggi ancora più necessario creare sinergie tra i servizi e tra questi e le responsabilità politiche ai diversi livelli della nostra organizzazione. In altre parole la Cgil deve conferire ancora più valore e coerenza al proprio Sistema compiendo la scelta di "Sindacalizzare" i propri servizi. I nostri sportelli dei servizi debbono trasformarsi in cacciatori di diritti mancati, impediti, negati etc.. Ne consegue quindi che i diritti individuali e quelli collettivi non sono corpi separati, in quanto gli effetti della contrattazione collettiva ricadono su milioni di persone e gli effetti di una buona tutela individuale migliorano le condizioni di vita di singole persone che fanno parte di una collettività.



Le trasformazioni e le finalità del processo di integrazione/interazione

Le trasformazioni economiche e sociali, i cambiamenti avvenuti nello stato sociale e nel mercato del lavoro, le modificazioni strutturali delle imprese, le nuove forme di emarginazione sociale, dimostrano come sia necessario affiancare alle forme di rappresentanza collettiva le conoscenze che ci derivano dall'azione di tutela individuale e dalla pratica sociale degli operatori. Queste trasformazioni portano sempre più diversificate fasce di popolazione alla ricerca di tutela e di servizi individuali. Spesso succede che proprio da questo primo incontro individuale con i servizi scaturisce il bisogno di rappresentanza. I milioni di contatti che annualmente i servizi della Cgil realizzano nel territorio sono un patrimonio enorme di potenzialità per l'adesione e la condivisione all'azione della Cgil e ciò è confermato dal numero, non irrilevante, di iscritti che arriva alla Cgil attraverso i servizi. La politica dell'integrazione/interazione dei servizi deve porsi l'obiettivo, attraverso l'offerta del servizio, di consolidare ed estendere il consenso verso la nostra organizzazione. Ciò sarà possibile se riusciremo a realizzare una politica generale dei servizi e quindi individuare gli elementi progettuali e di programmazione in mancanza dei quali vi sarebbe una disarticolazione e disomogeneità nella gestione e nella qualità delle prestazioni e ciò si rifletterebbe non solo nel processo di integrazione/interazione tra servizi, ma anche nel funzionamento del singolo servizio. Se nel passato, anche recente, la logica prevalente si basava sulla "somma dei servizi" tralasciando forme vere di relazione con gli altri soggetti dell'organizzazione, incidendo quindi negativamente sulla strutturazione e sull'uniformità dell'offerta complessiva, oggi deve emergere una nuova logica in funzione non solo di ogni singola prestazione ma, in particolare, in riferimento al processo, inteso come offerta globale. Riuscire a organizzare l'offerta dei servizi della Cgil in tal modo significa determinare la possibilità di intervenire contemporaneamente su più livelli. Occorre quindi andare avanti con la consapevolezza di dover passare da una politica di gestione funzionale al servizio ad una politica che veda il cittadino, il lavoratore, il giovane, al centro della definizione di un'offerta di tutela qualitativamente rispondente ai nuovi bisogni; il che presuppone la realizzazione di un pacchetto integrato di servizi risultato dell'analisi dei bisogni anche differenti tra area ed area del nostro Paese, la fruibilità del servizio stesso e non ultimo il raggiungimento di economie di scala. E' necessario, in altre parole avere una visione sistemica del servizio che racchiuda in sé la capacità di dare risposte qualificate dal punto di vista tecnico, la capacità di reperire e registrare informazioni, la capacità di individuare i bisogni non espressi, la capacità di promuovere e indirizzare agli altri servizi. In questi anni non sono mancati i progetti ma semmai le possibilità e l'individuazione di momenti continui e non sporadici di discussione, di riflessione e di valutazione collettiva al fine di diffondere la cultura al cambiamento e favorire il contributo di compagni e compagne, ai diversi gradi di responsabilità, per estendere, ramificare e rafforzare la rete dei servizi della Cgil, la qualità della loro offerta e l'esigibilità, anche attraverso la tutela individuale, dei diritti.



Lo stato del Sistema oggi

Attualmente le caratteristiche delle singole verticalità che compongono il Sistema sono, come ben noto, molto diversificate. In altre parole possiamo dire che l'attività dell'Inca e quella del Caaf pur con finalità e caratteristiche giuridiche diverse rappresentano la spina dorsale del sistema servizi. Le altre verticalità, Uvl, Sol e Sportelli Immigrati, pur eccellendo in molti contesti territoriali, ancora non posseggono un assetto che le configuri come verticalità adeguatamente strutturate. L'Inca in particolare vive della sua forte struttura organizzativa e della centralità della direzione e con la sua esperienza di oltre 60 anni rappresenta un punto di riferimento straordinario per le prospettive del Sistema Servizi. Con il nuovo assetto della Presidenza si da il via ad una fase nuova che sta già consentendo di affermare la condivisione dell'idea di Sistema. Esistono tutte le condizioni per valutare, attraverso un confronto ispirato da un forte spirito di collaborazione, le modalità con le quali l'Inca interagisce con il Sistema e il Sistema con L'Inca. I Servizi fiscali sono in costante crescita: la forte diversificazione delle attività sono un patrimonio da consolidare. I Caaf sono strutture giuridicamente ben definite, rispondono ai loro soci e esercitano l'attività normalmente attraverso società appositamente costituite. La stragrande maggioranza delle attività del Caaf hanno una relazione con la condizione sociale delle persone. Isee, Red e la stessa dichiarazione fiscale rappresentano attività che si connettono con l'attività di tutela propria dell'intero Sistema e con la rappresentanza delle categorie a partire dallo Spi. La costante crescita dei servizi fiscali è strettamente in relazione alla certezza dell'indirizzo politico. Per questo il rafforzamento del ruolo del Consorzio Nazionale, cioè del punto di Direzione Nazionale è obiettivo irrinunciabile. I nodi e anche le incongruenze che lascia sul campo l'attuale Legge Finanziaria, che sta affrontando l'esame delle Camere, impongono un forte ruolo di direzione politica del struttura Nazionale proprio per affrontare alla radice le difficoltà di rapporto con i contribuenti e soprattutto le problematicità per le attività dei Caaf stessi che la Finanziaria stessa ci consegna. Dunque il Caaf Nazionale deve potenziare la capacità di proporsi quale soggetto rappresentativo dei nostri Caaf e delle società convenzionate. Vanno affrontati e risolti i nodi della passata gestione avviando una attenta riflessione anche sulle modalità organizzative per evitare disaffezione o, ancor peggio, il ritorno ad una condizione di indifferenza nel rapporto tra struttura centrale e strutture periferiche. Sulle altre verticalità in relazione al loro potenziamento questo documento rinvia alle schede allegate che indicano non solo lo stato dell'arte circa l'attuazione dei progetti ma anche le proposte per affrontare le criticità ancora in essere.



Gli obiettivi del Sistema Servizi

Esistono tutte le condizioni per confermare gli assets che il Sistema ha assunto e deve continuare ad assumere come obiettivi di fondo: a) realizzare una progettualità comune tra le diverse strutture e diversi livelli dell'organizzazione anche attraverso il lancio di progetti pilota; b) costruire economie di scala; c) incentivare il senso di appartenenza; d) condividere le esperienze innovative già avviate; e) consolidare la conoscenza delle risorse disponibili e loro utilizzazione. In questi ultimi anni il Coordinamento politico dei Servizi ha fatto registrare passi in avanti significativi, considerando appunto le condizioni di partenza, la forte diversificazione delle attività del sistema e lo spirito di forte "autonomia" presente nelle nostre strutture. Si tratta di confermare l'impianto progettuale e di lavorare per realizzare concretamente il processo di integrazione/interazione che è alla base dei compiti affidati dalla Cgil Nazionale e dal Dipartimento Organizzazione al Sistema dei Servizi. Premesso che questo documento intende confermare e ribadire le finalità del Sistema Servizi e cioè: a) garantire un efficace sistema di indirizzo che sia il risultato di attente valutazioni collettive costruite nella fase di Coordinamento, tradotte in decisioni operative, approvate, quando necessario, dagli organismi della Cgil; b) realizzare una azione sinergica in grado di valorizzare l'attività svolta e capitalizzarne il risultato sul versante dell'azione politica della rappresentanza; c) sviluppare il modello relazionale tra l'azione di rappresentanza e quella di tutela e viceversa il punto è quello di passare alla fase attuativa indicando compiutamente i terreni sui quali è possibile mettere in campo un reale processo di integrazione/interazione. In un quadro di progettualità comune con tutte le verticalità è possibile individuare almeno tre contesti nei quali avviare concretamente i progetti di integrazione:

1) La Formazione;
2) La Comunicazione;
3) L'informatica.



La Formazione

I Servizi, a partire dalle specificità territoriali, debbono reggersi su due pilastri: una forte professionalità "verticale" e una altrettanto importante professionalità di "Sistema". Quindi una rigorosa professionalità tesa a garantire il soddisfacimento della domanda e una rigorosa professionalità idonea a garantire la semplificazione dell'accesso al Sistema. Per questo motivo il Sistema deve proporsi come luogo di promozione dell'attività formativa. Sarà necessario promuovere percorsi di alta qualità per chi ha la responsabilità di dirigere le attività a livello locale. Si tratta di un lavoro complesso dove si sommano più necessità: misurarsi sulla partecipazione al Sistema Cgil, affrontare la gestione delle risorse umane, confrontarsi con la competitività sempre più aggressiva di altri soggetti etc. Vanno altresì sostenute tutte le strutture, di rappresentanza e di tutela, a colmare il vuoto formativo oggi esistente proprio nell'affermazione del Sistema. Sostegno significa non sostituirsi, come è ovvio alle strutture locali ma di predisporre materiali dedicati, modelli formativi, esperti e tutors etc.



La Comunicazione

È necessario investire nell'efficacia del sistema comunicativo. Questo è il punto di partenza della riflessione in virtù della mole imponente di risorse investite nell'attività di comunicazione da parte della Cgil e del Sistema dei Servizi. Si potrebbe definirla una comunicazione efficace a livello micro, quasi inesistente a livello macro. Indispensabile, quindi svolgere un lavoro di ricognizione e individuare quelle sinergie che consentano di razionalizzare e migliorare la capacità comunicativa esterna e interna della Cgil. L'attività editoriale, gli spot pubblicitari, i giornali, le campagne di affissione, il Sito etc. sono tutti utili strumenti che però vanno messi in relazione sia politica che organizzativa alle decisioni della Cgil Nazionale e coordinate con le altre verticalità del Sistema ai vari livelli dell'organizzazione.



L'Informatica

Molti i sistemi informatici, gli applicativi etc. che rendono variegato il quadro oggi esistente. Si tratta di svolgere una verifica sui sistemi stessi e di costruire le azioni sinergiche utili a fornire il supporto necessario alle politiche della Cgil. I data base infatti possono, se adeguatamente gestiti, essere uno strumento importante per leggere in trasparenza il contesto socio-economico e essere quindi elemento di sostegno alla strategia della Cgil. Infine ma non per ordine di importanza il tema del rapporto con le Categorie. In questo contesto è necessario l'obiettivo da parte del Sistema servizi di attivare incontri con tutte le categorie per riannodare i rapporti e definire più opportunamente l'azione comune nei luoghi di lavoro e nel territorio. Particolare attenzione va posta alle aree della rappresentanza più esposte ai diritti negati.







    

 

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