Logo Sistema Servizi CGIL Vai al sito CGIL    Vai al sito CAAF    Vai al sito INCA    Vai al sito SOL    Vai al sito UVL   




Lavoro: ancora in crescita gli inattivi e i sottoccupati part time




Secondo i dati Istat, sono 2 milioni 897 mila coloro che non cercano lavoro ma che sono disponibili a lavorare, in aumento rispetto al 2010 del 4,8%, raggiungendo il picco più alto dal 2004. Altro fenomeno preoccupante è quello dei sottoccupati part time. Si tratta in questo caso di lavoratori occupati per un numero di ore inferiori a quelle che invece sarebbero disposti a lavorare, in aumento del 3,9% rispetto al 2010.


Clicca per vederla più grande

Sono 2 milioni 897 mila coloro che non cercano lavoro ma che sono disponibili a lavorare, in aumento rispetto al 2010 del 4,8%, pari a 133 mila unità. È questa la fotografia dell’Istat rispetto agli inattivi, una moltitudine in crescita costante e che ha raggiunto nel 2011 il picco più alto dal 2004.

Questa categoria rappresenta l’11,6% della forza lavoro, e coinvolge maggiormente le donne (16,8% contro il 7,9% degli uomini). In particolare, sono 6 su 10 le donne che non cercano lavoro ma che sono disponibili a lavorare, anche se la componente maschile è in crescita. Per quanto riguarda invece le differenze territoriali, gli inattivi nel Mezzogiorno rappresentano circa un quarto delle forze di lavoro, un dato sei volte superiore rispetto a quello del Nord del Paese.

Si tratta inoltre di un fenomeno che attraversa trasversalmente tutte le fasce di età,  ma che si concentra in modo più significativo tra i giovani. Gli inattivi tra i 15 e i 24 anni rappresentano infatti il 33,9% della forza lavoro, in crescita rispetto al 2010, in cui si attestavano al 30,9%.

Ma il dato più preoccupante riguarda le motivazioni che inducono le persone a non cercare lavoro.
Sono infatti il 42,6% (circa 1,2 milioni di unità) gli inattivi, che dichiarano di non cercare lavoro perché ritiene di non trovarlo, in maniera molto più consistente al sud, già gravato dagli elevati tassi di disoccupazione. I bassi livelli di istruzione e competenze inadeguate fanno da sponda alla sfiducia nella possibilità di trovare un’occupazione. Circa la metà degli scoraggiati possiede al massimo la licenza media, mentre un quinto ha conseguito anche la laurea.

Altro fenomeno preoccupante rilevato dall’Istat è quello dei sottoccupati part time. Si tratta in questo caso di lavoratori occupati per un numero di ore inferiori a quelle che invece sono disposti a lavorare.

Rispetto al 2010, questa categoria di lavoratori è cresciuta del 3,9%, in questo caso concentrati soprattutto nelle regioni del Nord, e riguarda in particolare le donne e gli immigrati, confermando la condizione di debolezza di queste due componenti sul mercato del lavoro. Altra fascia particolarmente gravata da questa forma di sottoutilizzo sono gli individui tra i 35 e i 54 anni.

Inoltre, 9 volte su 10 si tratta di part time involontario, in quanto il lavoratore si trova a svolgere un’attività lavorativa ad orario ridotto perchè non trova occasioni a tempo pieno.



Pubblicato il 19/04/2012 18.52.34




    

 

Sistema Servizi della Cgil nazionale
Corso d'Italia 25, 00198 Roma
Tel. +39 06 8476486
Fax +39 06 8476362