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Welfare: no a revisione ISEE per operare ulteriori tagli. Colpite anche persone con disabilità
ISEE



Nella bozza di riforma del welfare assistenziale, appare l’ipotesi di revisione dell’ISEE, anche a danno delle persone con disabilità, su cui la Cgil nazionale ha espresso subito parere negativo. “No al tentativo di operare nuovi tagli attraverso la revisione dell'Isee” afferma il Segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica.


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Nella bozza di riforma del welfare assistenziale, appare l’ipotesi di revisione dell’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, un parametro che attesta la situazione economica del cittadino e attraverso cui è possibile accedere ad agevolazioni per prestazioni assistenziali o servizi di pubblica utilità.

La Cgil nazionale ha espresso subito parere negativo riguardo questo nuovo provvedimento all’esame del governo. “No al tentativo di operare nuovi tagli attraverso la revisione dell'Isee” afferma il Segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica.

“Se si intende utilizzare lo strumento di un nuovo Isee per ridimensionare ulteriormente il nostro sistema di welfare già abbondantemente colpito dai tagli ai trasferimenti agli enti locali e ai fondi nazionali, – continua la sindacalista - la CGIL dichiara sin da ora la sua totale indisponibilità". "È giunto il momento – conclude Lamonica - anche per la crisi che viviamo, di rafforzare e non di impoverire il nostro sistema di protezione sociale”.

Un’ipotesi, quella della revisione dell’ISEE, che, se messa in atto, andrebbe ad incidere gravemente anche sulle persone con disabilità, una delle fasce più deboli della popolazione.  

L’ufficio Disabilità della Cgil nazionale, la Fand (la Federazione delle associazioni dei disabili) e la Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap) spiegano infatti che “le ipotesi, se corrispondessero al vero, di riforma dell'Isee prevedono di includere assegni, pensioni e indennità di accompagnamento nel computo generale dei redditi, infliggendo l’ennesimo durissimo colpo ai diritti di cittadinanza faticosamente conquistati in anni di lotte. Si tratta, infatti, di prestazioni economiche che garantiscono livelli essenziali di vita a persone che hanno perso la capacità di produrre reddito o non sono autosufficienti”.

"Siamo alle solite - continuano Cgil, Fand e Fish - si continuano a tutelare le componenti più forti della società e nello stesso tempo si continuano a indebolire i cittadini già duramente colpiti dalla vita e che compiono veri e propri miracoli ogni giorno per assicurare a loro stessi e alle loro famiglie una vita dignitosa”



Pubblicato il 16/05/2012 12.49.55




    

 

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