Contro il ddl lavoro, la Cgil scende di nuovo in piazza e lo fa in due giornate, il 26 e il 27 giugno, in tutta Italia con scioperi e manifestazioni nei territori, in contemporanea con i voti di fiducia.
Secondo la Cgil, il ddl sul mercato del lavoro è un provvedimento iniquo e inadeguato, che non migliora la qualità del lavoro nel nostro paese e non aumenterà l’occupazione soprattutto per i giovani, ma anzi da una parte mantiene intatte tutte e 46 le forme contrattuali tuttora in vigore, e dall’altra non universalizza le tutele in caso di perdita del lavoro, anzi riduce la durata dei sussidi e non li estende a chi ne è escluso.
Anche alla Camera dei Deputati il Governo imporrà il voto di fiducia sulla legge di “riforma” del mercato del lavoro. E il Parlamento la voterà, nonostante il sindacato, la Cgil in primo luogo, e molte altre Parti Sociali abbiano definito questa legge sbagliata e
controproducente.
Per questo, la Cgil continua la sua lotta per un serio contrasto alla precarietà del lavoro, per un regime universale di ammortizzatori sociali, per politiche attive del lavoro efficaci e finalizzate ad un’occupazione stabile etutelata, per un diritto del lavoro che renda più certa ed esigibile la tutela contro i licenziamenti illegittimi, per un vero piano di crescita del paese che promuova la buona occupazione.